ALTARE DI S. ANTONIO IN BOSCO

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Alla metà del XVIII secolo dovrebbe risalire l'altare di S. Antonio in Bosco. Sembra la naturale evoluzione in materiale litico dell'idioma provinciale, generatosi colla lavorazione lignea nella seconda metà del XVII secolo ai margini della Val Rosandra, e sviluppatosi in parallelo con gli esiti barocchi inamidati di Prosecco e di Contovello. Confrontando però le statue di S. Antonio in Bosco con quelle lignee popolari di S. Sebastiano a Muggia, si nota nelle prime la nascita di un classicismo proprio dell'arte provinciale, ove essa assume una codificazione dei suoi tratti originariamente trasformati, attestandosi nel territorio quale vera e propria lingua artistica. Al contempo è interessante ammirare la raffigurazione di santi meno frequentati dalla devozione comune, quali Santa Marina, la seconda da sinistra dopo l'inconfondibile San Sebastiano, quindi a destra Sant'Alessio e San Floriano. Coronano l'architettura tra gli angeli i due vescovi ben conosciuti e venerati nella zona, ovvero Sant'Ulderico e San Biagio. Entro la nicchia dell'ancona si colloca la pregevole statua lignea di Sant'Antonio Abate.

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