ALTARE A S. BARTOLOMEO DI BARCOLA

Precedentemente collocato presso la cappella del Sacramento, in S. Giusto Martire, l'opera fu trasferita nel 1825 dal vescovo Antonio Leonardis, per celebrare il giubileo indetto per quell'anno.

È realizzato in marmo di Carrara, principalmente dallo scultore tedesco Heinrich Meyring (Rheine, 1628 - Venezia, 1723), mentre il coautore dell'altare, Giovanni Comino, originario di Treviso e come il primo operante in prevalenza a Venezia, eseguì sicuramente il paliotto, firmandolo; sono note altre realizzazioni nelle quali i due lavorarono in coppia, come per l'altare della cappella al Monte di Pietà a Udine.

Del primo scultore, italianizzato inEnrico Merengoda quando fu attivo a Venezia (dal 1678), si conoscono lavori in architettura, come la facciata di S. Moisè (1689). Opere scultorie quali l'altare maggiore della cappella gentilizia a Villa Manin di Passariano testimoniano l'agevolezza del Meyring nel trattare il marmo con estrema plasticità, cosí come la sensibilità per l'espressione delle figure, emergente al primo sguardo non solo dai gesti o dal movimento dei panneggi, ma soprattutto dai chiaroscuri dei volti.

Ai lati si ergono su due piedistalli le statue degli evangelisti Luca e Matteo. Nel settore posteriore fanno da contrappunto due angeli genuflessi, collegati ai soggetti in primo piano da una balaustra per parte; qui a Barcola non sono ben godibili come originariamente a S. Giusto, a causa dello spazio troppo angusto. Nel registro inferiore, oltre a otto riquadri con teste cherubiche e con putti inseriti ai lati, suscita interesse il paliotto con in rilievo l'arcangelo Gabriele, che espone a un gruppo di anime purganti l'icona della Madonna della Pace, sorretta da due angioletti, icona che in origine era destinata a essere esaltata dai due angeli in ginocchio sul retro.